Zone franche
La legge n. 8636 del 6 luglio 2000 regola lo stabilimento di "zone franche". Secondo quanto riportato, la legge prevede lo stabilimento di zone franche vicino porti e aeroporti o zone simili interessate da rotte internazionali.
Il Consiglio dei ministri è incaricato nel determinare le aree e i confini delle varie zone caso per caso, approvando anche la tipologia di attività che devono essere svolte al loro interno. La responsabilità per l’attuazione e la concessione delle licenze è delegata all’autorità per le zone franche che decide di assegnarle ad un “developer” in seguito all’approvazione del Consiglio dei Ministri. Per gli operatori economici che si stabilizzano in una zona franca la legge prevede:
· concessioni per 99 anni;
· esenzioni fiscali;
· esenzioni doganali per le merci in importazione ed esportazione;
· agevolazioni sulle procedure di ottenimento della licenza;
· libertà di esportazione dei profitti;
· garanzia di "non statalizzazione".
Quando il candidato developer è un’azienda pubblica, si prevede una procedura di licitazione che porta ad una concessione fino a 35 anni.
Diversamente, per le aziende private, l’aspirante developer stipula un contratto con l’interessato della zona franca e presenta successivamente una richiesta all’Ente Nazionale per le zone franche.
L’Ente Nazionale ha intanto evidenziato quattro aree potenziali di sviluppo:
Elbasan (area metallurgica), Tirana (manifatturiero per i trattori), Durazzo ("Parco industriale di Durazzo", che costituisce già da tempo materia di grande interesse per gli operatori economici italiani), Bajza in Shkodra.
La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), che ha sin dall`inizio promosso la realizzazione del progetto, suggerirà al Governo albanese di procedere ad un`attualizzazione degli studi già esistenti (finanziati dalla stessa BERS e datati 1996 e 1998), per poi lanciare una procedura concorsuale per la selezione del "developer" della zona franca.
Quest`ultimo avrà la concessione per lo sfruttamento del "Parco" - affittando gli spazi agli operatori economici interessati - e provvederà a realizzarne le opere infrastrutturali necessarie (per cui risulterebbero già accantonati dei finanziamenti da parte della Commissione Europea nell`ambito del Phare Cross Border Co-operation Programme). Oltre ad offrire al Governo albanese l`assistenza tecnico-economica e normativa per la predisposizione della procedura concorsuale per la selezione
del "developer" del Parco, la BERS sarebbe intenzionata ad entrare in società con quest`ultimo, in percentuale da definire.
Un’iniziativa in corso d'opera è il VEP (Parco energetico di Valona) che comprende un’area di 750 ettari in aggiunta al complesso per l’energia termale di Valona e al terminale AMBO.

