Congiuntura
La Repubblica di Bosnia ed Erzegovina è stata riconosciuta come stato indipendente dall’Unione Europea il 6 aprile del 1992. Subito dopo è seguita la guerra, che è durata fino al 1995.
Gli accordi di Dayton del novembre del 1995, oltre a sancire la fine delle ostilità, hanno ufficialmente definito l’assetto istituzionale attuale del Paese attraverso il varo di una Costituzione. In base agli accordi è stata decisa la suddivisione del Paese in due entità - la Federazione della Bosnia e Erzegovina, composta dalle etnie croato-musulmane, e la Repubblica Serba della Bosnia - e la creazione di uno Stato sovrano, composto dalle due entità stesse che governano la Bosnia-Erzegovina attraverso organi esecutivi e legislativi congiunti. Tuttavia per molte materie, fra cui la politica fiscale, le due Autorità statali conservano poteri autonomi e distinti.
Gli accordi di Dayton hanno anche disposto che fosse nominato un Alto Rappresentante, vale a dire un diplomatico straniero esperto, incaricato di monitorare l`applicazione degli accordi e di coordinare le attività delle organizzazioni internazionali operanti in Bosnia. L`Alto Rappresentante è coadiuvato dal Peace Implementation Council (PIC) che comprende tutti i firmatari dell`Accordo di Dayton.
La coalizione, oggi al governo, tra l’Unione Democratica Croata di Bosnia Erzegovina (HDZ BiH), il Partito della Bosnia Erzegovina (SzBiH) e il Partito dell’Azione Democratica (SDA), ha compiuto modesti progressi nel portare avanti il complesso pacchetto di riforme politiche ed economiche, alcuni dei quali sono però di grande importanza per lo scenario politico ed economico del Paese, come l’unificazione dell’amministrazione doganale e l’accordo raggiunto sulla riforma militare. Si tratta, nello specifico, della centralizzazione della difesa, della riforma della tassazione indiretta (unificazione e introduzione dell’iva al 17% in tutto lo stato all’inizio del 2006) e dei servizi di sicurezza. Questi risultati sono stati raggiunti con grande difficoltà e, in gran parte, grazie alla ferma direzione della principale istituzione internazionale presente nel Paese, l’Ufficio dell’Alto Rappresentante ONU.
Considerati i recenti cambiamenti apportati al Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina, ed in particolare la presidenza a rotazione tra i rappresentanti di diversi gruppi etnici e l`introduzione del Ministero delle Finanze, oggi si registra un importante passo avanti nel rendere le istituzioni dello stato centrale sempre più effettive.
Le elezioni del 1° ottobre 2006 hanno modificato il panorama politico ed i nuovi governi non ancora costituiti si sono potuti finalmente insediare tutti a febbraio 2007, dopo circa 4 mesi.
Nella Federazione bosniaca-croata la nuova formazione di governo è stata completata a marzo con il giuramento della nuova coalizione, mentre nella RS il governo si era già precedentemente insediata a fine novembre con il partito SNSD come forza principale. A livello Statale, sempre a febbraio 2007, il governo si è insediato ed è costituito da una coalizione di 7 partiti guidati da Nikola Spiric (SNSD), fatto straordinario visto che è la prima volta che un bosniaco-serbo diventa primo ministro. Il Governo centrale si è formato in seguito alle pressioni internazionali e molti dubbi vi sono sulla sua stabilità ed effettività. Infatti vi sono tensioni varie tra i principali partiti bosniaci SDA e SzBiH che potrebbero sfociare in scontro durante i lavori per le riforme, ma anche tra i bosniaci-croati HDZ BiH e la HDZ 1990.
In effetti il destino della compagine governativa dipende molto dal fatto se il leader SNSD Milorad Dodik (RS) e Haris Silajdzic riusciranno a stabilire una relazione per attuare le necessarie riforme.
Dai mesi di ottobre 2007 il paese sta attraversando una delle sue più serie crisi politiche dal 1995, dovuta all’escalation delle tensioni tra i leader serbo-bosniaci e l’Alto rappresentante Miroslav Lajcak. Quest’ultimo, a metà ottobre, ha proposto alcune misure per rendere più forte ed efficiente lo Stato centrale e superare così il punto morto a cui erano giunti i piani internazionali. Tale intervento ha provocato una dura protesta da parte del governo della RS, i cui timori sono quelli di essere aboliti o distrutti come entità politica. Nikola Spiric ha rassegnato le dimissioni il 1° novembre ed i partiti serbo bosniaci maggiori hanno minacciato di ritirare i loro rappresentanti a livello statale. La posta in gioco è davvero importante, anche perché la stessa Russia e Serbia hanno criticato l’operato dell’Alto Rappresentante che asseconderebbe il volere delle potenze occidentali.
La risposta da parte delle forze politiche della RS (inusualmente molto compatte) lascia poche opzioni e per di più la credibilità della BiH di candidarsi a membro UE si sono molto affievolite. Un accordo pare ancora possibile, ma questo significherebbe fare marcia indietro per Mr. Lajcak che vedrebbe erose le sue posizioni. Questa disputa in realtà pone in evidenza le problematiche relative ai “poteri di Bonn” .
Il continuo peggioramento della situazione politica nella BiH e le questioni legate allo status del Kosovo stanno ponendo seri dubbi al fatto se l’Ufficio dell’Alto Rappresentante verrà chiuso o meno per la metà del 2008 come già deciso.
L'unica certezza è che la carica di Alto Rappresentante e di Rappresentante Speciale dell'UE (EUSR) rimarranno combinate fino a metà 2008. I poteri garantiti successivamente all'EUSR, che diventerà la principale figura internazionale di riferimento, saranno determinati in larga parte dagli sforzi riformatori delle autorità locali. Queste riforme sono fortemente influenzate dagli accordi che si hanno con l'UE e soprattutto su quanto focalizzato sull’ agenda verso l'integrazione.
I rappresentanti UE e le autorità della BiH hanno concluso gli Accordi di Stabilità ed Associazione (SAA) a metà dicembre 2006 con il testo finale oramai ben definito. Per quanto riguarda invece il processo reale le cose stanno andando molto lentamente. In effetti l'UE è preoccupata sui progressi fatti dalla BiH per soddisfare i criteri degli SAA. In particolare ciò include la riforma della polizia (e la sua centralizzazione), la cooperazione con il Tribunale Internazionale dell'Aia per i Crimini dell'ex Yugoslavia (ICTY), la riforma della pubblica amministrazione, l'approvazione delle leggi sull'alta formazione e le trasmissioni,il rafforzamento del sistema legale, l’implementazione delle riforme per il miglioramento dell’ambiente imprenditoriale nel Paese .
Di fondamentale importanza sono quelle riforme che riguardano la costituzione a livello statale, richieste anche dalle autorità internazionali. A tale proposito nel luglio 2006 è stata approvata una legge che istituisce due nuovi ministeri. Si tratta del Ministero dell'Agricoltura, Alimentazione e Sviluppo rurale e del Ministero della Scienza, Tecnologia ed Ambiente che sono richiesti dall'UE per ricevere i Fondi dei vari programmi.
È improbabile, che l'accordo SAA sarà firmato entro quest'anno, e la nuova situazione politica sta ponendo nuovi ostacoli al dialogo tra l’Ue e la BiH che potrebbero addirittura portare ad un annullamento della firma. In effetti il maggior impedimento sembra essere proprio la mancanza di volontà nell’attuare i cambiamenti nella riforma della polizia, vista la litigiosità politica.
Un fatto di notevole impatto politico può essere dato anche dalla determinazione del futuro status del Kosovo, la cui maggioranza albanese potrebbe dichiarare unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia. Questo potrebbe coinvolgere esplicitamente gli accordi di Dayton ed eventualmente rafforzare la deriva secessionista della RS, ma vi è anche il pericolo che un riconoscimento da parte delle potenze occidentali del Kosovo avrebbe notevoli conseguenze politiche all’interno della BiH.
Diversamente va modificandosi lentamente la struttura politica complessiva della regione dei Balcani, dove sia la Croazia che la Serbia e Montenegro stanno cercando in maniera più incisiva di assumere il ruolo di buoni vicini, avendo anche cominciato ad intensificare i contatti attraverso i canali ufficiali.
Riguardo l'economia bosniaca, ad oggi sono state erogate copiose risorse finanziarie che hanno consentito il ripristino delle abitazioni ed il recupero delle infrastrutture essenziali, ma molto resta ancora da fare. Gli effetti della ricostruzione sul PIL sono stati tuttavia evidenti.
L'adozione del piano "Quick Start Package, ovvero una serie di misure formulate e richieste dalla Comunità Internazionale, ha subito, nel corso degli anni, diverse battute d'arresto. Questo ha comportato forti ritardi nell'erogazione dei finanziamenti internazionali. L’assistenza straniera, sebbene resti ancora significativa per la crescita economica del Paese, ha tuttavia cominciato a decrescere, mentre il programma di ricostruzione internazionalmente sponsorizzato, non ha ancora avuto l’effetto di una ripresa su ampia scala.
Tuttavia il Governo della BiH ha iniziato a lavorare ad un piano a lungo termine che identifichi le priorità di sviluppo economico nei prossimi 10-15 anni. Questo è la continuazione della strategia di medio termine concordata con la Banca Mondiale per la riduzione della povertà e funzionante fino alla fine del 2007. La preparazione della strategia rientra anche nella strategia dell'agenda di adesione all'UE con in particolare la focalizzazione su alcune aree prioritarie quali ad esempio l'assistenza sanitaria (la cui spesa è pari al 7,4% del Pil).
Il programma di ricostruzione in atto sta aiutando a costituire una base per un recupero sostenibile dell`economia, e qualche importante risultato di tipo economico è già evidente. La Nazione comincia ad avere una stabilità monetaria, sostenuta dall`introduzione di un Currency Board e, dal 1998, anche di una nuova moneta, la Marka Convertibile (KM, o marco convertibile) ancorata ad una parità fissa con il marco tedesco (1KM=1DM), e dunque dal 2002 con l’Euro. Le regole fissate nell’ambito dell’Accordo del Currency Board sono state programmate per rimanere operative per un lungo periodo, creando stabili fondamenta per le riforme strutturali necessarie a realizzare un`economia di mercato.
Allo stesso tempo, si rende urgente anche un’armonizzazione della legislazione, in preparazione all’ingresso nella Organizzazione Internazionale del Commercio (WTO).
Nel corso del 2006 la produzione industriale è cresciuta del 19,1% nella RS (Republika Srpska) e di un 7,5% nella Federazione bosniaca (mussulmano-croata). I dati sono molto positivi per la RS, in vista del 19,8% già fatto registrare nel 2005, mentre per la Federazione, sebbene i risultati siano più moderati, sono certamente più positivi del 6,1% del 2005. Nel periodo di gennaio-settembre 2007 la produzione industriale ha seguito un andamento diversificato tra la Federazione e la Repubblica Serba. Nella prima vi è stato un incremento del 11,6% (con una crescita nel settore manifatturiero del 18,3% e minerario del 10,8%, in controtendenza è stato il comparto dei servizi pubblici con un -7,9%), mentre nella seconda l’andamento è stato ristagnante con un misero incremento del solo 0,1% (era stato del 19% per tutto il 2006). Questa tendenza nella RS è dovuta in massima parte al declino nei servizi pubblici con un decremento, nel periodo di riferimento, del 11,8%. Infatti la RS ha dovuto affrontare severi problemi nella produzione idroelettrica di vari impianti ed in aggiunta i lavori di riparazione e gestione dell’impianto termoelettrico di Gacko sono stati ritardati. Migliori sono invece risultati gli andamenti del manifatturiero e del settore minerario (+5% e +1,4%).
Nel manifatturiero della Federazione le più positive performances sono state segnate dalle piccole industrie. Sempre nello stesso periodo di riferimento particolarmente forte è stata la crescita nei chimici (+5,4%), gomma e plastica (+27%), nei prodotti metallici (57%), nei veicoli a motore (+51%) e nei macchinari elettrici (+21%), con ciò riflettendo l’accresciuta capacità di utilizzazione degli stessi. In genere, ad eccezione dei mobili (con un +34%), tutti i settori principali del manifatturiero, quali gli alimentari e delle bevande, dei metalli grezzi e dei minerali non metallici, sono cresciuti generalmente di un 8-10%. Il tessile, quello dei legnami e del tabacco in realtà non hanno seguito l’andamento dei precedenti.
Nella RS il settore tessile è stato molto positivo con una produzione raddoppiata nei nove mesi del 2007 rispetto all’anno precedente. Forte anche la crescita dei settori delle attrezzature e macchine da ufficio, dei mobili, dei minerali non metallici. In controtendenza il comparto delle attrezzature radio e delle telecomunicazioni, della lavorazione della pelle, della plastica e gomma ed infine del tabacco.
Il settore delle costruzioni rimane a crescita sostenuta per tutta la BiH nel corso del 2007 (ed anche nel terzo trimestre). Tra gennaio ed agosto l’incremento è stato del 39,6% nella RS e del 29,2% nella Federazione. In quest’ultima le nuove costruzioni di case contano per il 50% del totale, ma i progetti infrastrutturali, come le strade, stanno procedendo a ritmo sostenuto in rialzo. Sebbene nella RS non vengano pubblicati i dati sulla tipologia di suddivisione nel settore, le tendenze sono probabilmente molto simili.
La crescita del Pil nel corso del 2006 ha raggiunto il 6% ed è stata guidata soprattutto dai consumi privati che sono stati sostenuti dalla forte crescita del credito al consumo. Nonostante questa positiva crescita sia il Transition report del 2006 della BERS che un rapporto della UNPD, hanno sottolineato come manchi attualmente una vero rafforzamento della politica delle riforme strutturali che favoriscano la base produttiva dell'economia e il miglioramento della competitività necessaria a centrare gli obiettivi posti dall'UE per la firma degli accordi SAA.
Nel corso del 2007 si prevede una crescita del 5,5% grazie ad un ambiente economico esterno favorevole, ad una domanda interna generosa guidata dalla rapida crescita dei salari reali e del credito al consumo (+30% nel corso dei primi 9 mesi del 2007).
Nel corso del 2006 , le entrate fiscali iva, anno di prima introduzione, sono state in forte crescita (+26,1% sul 2005) e la sua distribuzione è stata oggetto di forti discussioni politiche, ma alla fine il gettito è stato così suddiviso: 65,5% alla Federazione, 31,6% alla RS, 3,4% al Distretto di Brcko.
Ad aprile 2007 è stato approvato il bilancio della BiH che evidenzia una spesa totale in crescita del 6% sull'anno precedente. Un emendamento al bilancio ha concesso fondi alla città di Srebrenica (10m di KM), mentre altri emendamenti sono stati rigettati per i contrasti politici (fondi di supporto all'agricoltura ed altri di aiuto ai rifugiati).
Nel corso del 2007 per il budget statale si prevede un deficit del 1% sul Pil a causa soprattutto delle minori entrate con l’introduzione dell’iva rispetto all’anno precedente e all’incremento delle tasse. In aggiunta si sono avuti maggiori spese, in crescita verso la fine del 2007, per le commissioni accordate nel bel mezzo delle elezioni dell’ottobre 2006.
Sebbene la BiH sia senza un accordo con l’FMI, quest’ultimo ha comunque un’influenza notevole sulla politica fiscale e si considerano probabile dei deficit nell’ordine del 1,5% nel biennio 2008/09. Tuttavia ci sono dei pericoli su una previsione del genere, a causa soprattutto delle notevoli spese che il governo potrebbe affrontare in seguito alle richieste delle varie parti sociali (pensioni per i veterani di guerra, stipendi per i lavoratori pubblici), ma anche per le varie riforme (per la difesa, la polizia) ed investimenti (infrastrutture). Le entità governative, infatti, hanno delineato un ambizioso programma di investimenti, il quale include diversi progetti relativi alla costruzione di strade, di centrali idroelettriche, e di nuove fabbriche di alluminio e acciaio. Inoltre si rafforzerà il settore delle costruzioni considerata la continua crescita della richiesta di alloggi da parte dei rifugiati. Tutto questo incrementerà le esportazioni negli anni successivi. Si riducono i tassi di interesse che supporteranno la crescita degli investimenti.
Il FMI, inoltre, sta esortando le Entità ad effettuare un’armonizzazione dei loro rispettivi sistemi fiscali per le imprese e per i contributi previdenziali al fine di creare un unico spazio economico.
Per quanto riguarda il settore esterno, nel corso del 2006 l'export ha avuto un incremento del 36,5% (pari a 5,2 miliardi di KM) mentre l'import nello stesso periodo si è incrementato meno del 2,0% (a 11,4 miliardi di KM). Per tali motivi il deficit commerciale è diminuito del 16,0% rispetto allo stesso periodo del 2005 ed è pari a 6,2miliardi di €. Questa è stata la prima contrazione registrata dal 2000, anche se i dati sono stati influenzati dall'introduzione dell'IVA.
Nei primi nove mesi del 2007, i dati segnalano un continuo incremento dell'export (+16,3% a 4,41 miliardi di KM), ma anche una crescita più consistente dell'import (+24,1% a 10,09 miliardi di KM) che ha causato un nuovo allargamento del deficit commerciale (+31,1% sullo stesso periodo del 2006, ora pari a 5,68 miliardi di KM).
Il deficit delle partite correnti del 2006, è stato pari a 2,04 miliardi di KM e come riflesso della diminuzione del deficit commerciale ha fatto registrare una riduzione del 39,2%. In conseguenza dell’aumento del deficit commerciale, il conto delle partite correnti ha subito un deterioramento nel corso dei primi sei mesi del 2007 (in totale 1,29 miliardi di KM) pari al 60% sullo stesso periodo del 2006.
La rapida crescita del credito familiare (+23,4% nel 2006 e + 29,8% a settembre 2007), insieme con i dati della Federazione sulla crescita dei tassi di vendita, suggerisce che la domanda delle famiglie rimane forte, sebbene una minor crescita del salario nell’ambito del settore pubblico (nel corso del 2006 i salari sono comunque cresciuto del 8,9% in termini nominali in confronto al 6,5% del 2005 e del 10,2% ad agosto 2007), nel periodo di previsione provvederà ad una compensazione della domanda dei consumatori, visto che il settore pubblico rappresenta la più importante fonte di lavoro. L'introduzione dell'Iva ha causato un rapido innalzamento dell'inflazione in tutte e due le entità statali e si stima che nel corso del 2006 il tasso nella BiH sia stato attorno al 7,4% (dal 3,7% del 2005). Nelle due Entità statali, per i primi nove mesi del 2007, si sono registrati tassi in crescita del 1,6% nella Federazione e dello 2,4% nella RS per i prezzi alla vendita.
L’introduzione dell’IVA nel 2006, che ha apportato un aumento dei prezzi, ma tuttavia la stabilità dei tassi di cambio dovrebbe attenuare l’impatto dei prezzi di importazione sull’indice dei prezzi al consumo.
La crescita dell’attività economica esercita qualche pressione verso l’alto sulla inflazione, tutto ciò potrebbe essere temperato in una certa misura dall’impatto della liberalizzazione del commercio, il quale dovrebbe portare ad una crescita dei prezzi di importazione più lenta.
Si può concludere che gli investimenti e le esportazioni determineranno una crescita reale del PIL intorno al 5,5%-6,0% nel 2008/2009.

