Comitato consultivo dell'imprenditoria Italiana in Bulgaria



Comitato consultivo dell'imprenditoria Italiana in Bulgaria(C.C.I.I.B) È stato costituito a Sofia il 13 aprile 2000,secondo le direttive impartite al riguardom,qualche anno fa,dal Ministero degli Affari Esteri.

La decisione di constituire un tale organismo è scaturita principalmente dalla richiesta dell'imprenditoria Italiana in Bulgaria di avere una struttura in loco,in rapporto istituzionale com l'Ambasciata.

Il Comitato non ha scopi di lucro e rappresenta uno strumento importante nei rapporti tra le istituzioni Italiane (specialmente Ambasciata e ICE, in qualità di coordinatori dell'attività del CCIIB) e l'insieme dell'imprenditoria Italiana in Bulgaria, In particolare, il CCIIB è chimato a svolgere il ruolo di ideale 'antenna e collettore dell'e opportunità offerte dal mercato,e di strumento operativo in grado di dare i più opportuni e concreti sviluppi alle manifestazioni di interesse reciproco. Di fatto, il Comitato rappresenta l'unico foro dell''imprenditoria Italiana organizzata e nell'ambito dell'attività economico-commerciale costituisce pertanto un prezioso punto di riferimento sia per gli operatori privati che per le istituzioni pubbliche.

Il CCIIB è presieduto dall'Ambasciatore d'Italia in Bulgaria e,su invito di quest'ultimo ,si riunisce in Assemblea Generale, con cadenza trimestrale,nonché in occasione di eventi di particolare rilievo sotto il profilo economico.L'organo esecutivo é costituito dal Consiglio Direttivo,di cui fanno parte, oltre all'ambasciatore (presidente) e ai coordinatori,dodici membri consiglieri (tra i quali viene nominato un vicepresidente), sei nominati dall'ambasciatore e sei eletti dall'Assemblea ,con carica biennale.Nel settembre 2001,il CCIIB ha assunto la forma legale di società civile dotandosi di una segreteria permanente con proprie coordinate.

Attualmente il CCIIB può contare su circa 180 membri,ma va segnalato come le adesioni siano in continuo aumento (quasi il 30% in più nell'ultimo anno), a testimonianza della relazione diretta tra il suo ruolo e il costante miglioramento e l'intensificarsi delle relazioni italo-bulgare nel quadro di un processo di sviluppo dinamico della Bulgaria.

Comitato Consultivo degli Imprenditori Italiani in Bulgaria (C.C.I.I.B.)

Ufficio Operativo
1000 Sofia,Bulgaria
Ul,Moskovska 27/A
Tel. +359 2 985 34 95
Fax +359 2 985 34 96
www.ccibg.bg

Modulo adesione CCIIB Statuto Nuovo Nota Esplicativa ammissione

BuLgaRIa a uN BIvIo: seRvoNo sceLTe coNsapevoLI

  • Massimo Bartocci
  • Presidente del CCIIB

INTeRvIsTa a MASSIMo BArToCCI

D. Qual è la sua esperienza personale in Bulgaria?

R. Dal 2000 a luglio 2007 sono stato Direttore esecutivo della Miroglio Bulgaria, fliale locale di uno dei principali grup pi tessili italiani, che ha investito nel paese ca 250 milioni di euro. Adesso sono passato dal manifatturiero al terzia rio, nella mia nuova carica di Amministratore delegato della Teres Holding, risultato dell’approdo al mercato bulgaro del gruppo romano ValeurA, che opera in ambito immobiliare e fnanziario. Entrambi sono due segmenti molto promettenti, secondo le direttive di crescita economica intraprese dalla Bulgaria.

D. La sua vicenda professionale rispecchia un cambiamento di rotta delle prospettive di sviluppo del l’economia bulgara?

R. Sicuramente i tempi stanno cambiando e non solo da un punto di vista economico: a mia opinione assistiamo ad una transizione più ampia, che coinvolge il quadro politico e sociale.
In generale, dividerei gli ultimi 7 anni in due momenti. Un primo, 2000-2005, antecedente all’ingresso all’UE, in cui le prospettive di adesione richiedevano un solo importante fat tore: stabilità. Mantenere un contesto complessivo statico e sicuro è stata la politica vincente per assicurare al paese l’obiettivo europeo. Una volta raggiunto questo cruciale tra guardo (il Trattato di Adesione è stato frmato dalla Bulgaria il 25 aprile 2005), qualcosa ha cominciato a muoversi. Le prospettive europee hanno risvegliato le coscienze sociali e da una certa staticità, si è passati ad un certo dinamismo: dei prezzi, con un trend crescente dell’infazione; delle riven dicazioni salariali, con un intensifcarsi dei confitti sociali; dell’emigrazione, con l’apertura delle frontiere; delle politiche energetiche, dato l’obiettivo del paese di tornare ad esse re esportatore netto di energia dopo la chiusura dei reattori della centrale nucleare di Kozloduj imposto da Bruxelles, ma anche quello di tener fede agli impegni del protocollo di Kyo to ratifcato da Sofa nel 2002; della politica estera in gene rale, a fronte del pieno inserimento della Bulgaria nel blocco atlantico. Fino a ieri si chiedeva il mantenimento dello status quo, oggi servono nuove politiche capaci di interventi attivi.

D. Ma allora, in questo nuovo scenario da lei prof- lato, conviene ancora investire nel settore tradizionale del manifatturiero in questo paese?

R. Certamente si: non dimentichiamo che il basso costo della manodopera resta uno dei principali fattori di attrazione degli investimenti stranieri nel paese, soprattutto a fronte di un rapporto qualità/prezzo delle prestazioni ancora soddisfa- cente. Parimenti, per quanto in aumento, il costo dell’energia rimane inferiore di circa la metà delle medie UE. D’altra parte, esistono settori emergenti qui di grande interesse e saturi altrove, quali l’immobiliare, il fnanziario, l’energia, il turismo e lo stesso commercio, per quanto più degli altri legato all’aumento del potere d’acquisto della po- polazione. Indipendentemente dal campo in cui si opera poi, il gran de fattore di attrazione per gli investimenti stranieri in Bulga ria, è quello fscale, con la tassazione su reddito di impresa al 10% che è la più bassa d’Europa e che verrà probabilmente estesa anche al reddito individuale, a partire dal 2008.

D. Tutto in discesa, dunque, per l’investitore che arriva in Bulgaria? Nessun rischio?

R. Tutt’altro, come ho detto il paese sta cambiando e bisogna essere pronti ad interpretare alcuni segnali. Come quello lanciato, tra gli altri, da un recente rapporto della Ban ca Mondiale, sull’urgenza di incrementare la produttività del lavoro, tra le più basse in UE. Un allarme da non sottovalu tare, ragion per cui il Comitato Consultivo dell’Imprenditoria Italiana in Bulgaria (CCIIB), che presiedo, dedicherà un forum di confronto e discussione al tema, in dicembre prossimo. Ancora, penso sia fondamentale per chi intraprende un bu siness in Bulgaria, la scelta , la fdelizzazione e la crescita del giovane management locale. Complessivamente poi, il pae se è ad un bivio e non si sa ancora se la classe politica saprà intraprendere la giusta direzione di sostegno alla crescita.

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