Unicredit Bulbank

  • Unicredit Bulbank
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  • Levon Hampartzoumian
  • Presidente di UniCredit Bulbank

La Megabanca della bulgaria: Unicredit buLbank

l gruppo italiano Unicredit ha annunciato uficialmente per maggio 2007 la fusione di tre delle sue sussidia- rie bulgare, creando quindi la più grande banca del Paese – UniCredit Bulbank. La notizia uficiale è stata comunicata alcuni giorni dopo la registrazione legale della megaban- ca, il 27 aprile. Le tre banche in oggetto sono la Bulbank (principale banca della Bulgaria per Unicredit), la HVB Bank Biochim e la Hebros Bank, precedentemente posseduta dal gruppo tedesco HVB, e successivamente acquistata da Unicredit nel 2005. Le due sussidiarie bulgare di BA-CA, HVB Bank Biochim ed Hebros Bank sono congiuntamen- te al terzo posto nel mercato bulgaro. In quanto banche universali, operano nel retail e nel corporate business, ed offrono i loro servizi ad un milione di consumatori con più di 3.000 iliali in Bulgaria.

Unicredito Italiano ha privatizzato nel 2000, per circa 300 milioni di Euro, Bulbank, la principale banca bulgara con la più lunga e consolidata tradizione corporate e di operazioni da e verso l’estero, e quasi 100 sportelli in tutto il Paese. Costituisce un punto di riferimento decisivo per le imprese ed i gruppi italiani che operano in questo mer- cato, quasi l’80 per cento dei quali sono suoi clienti. Ha recentemente introdotto nuovi strumenti di leasing e mutui ipotecari e rivolto una rinnovata attenzione verso le piccole e medie imprese.

Bulbank è la banca a più alta redditività tra quelle ac- quisite dal gruppo Unicredito Italiano nei Paesi della nuova Europa. La recentissima fusione tra il gruppo Unicredit e la banca tedesca HVB (HypoVereinsBank) avrà signiicative ri- percussioni sulla realtà bulgara, ove il nuovo gruppo detiene la proprietà di tre istituti – Bulbank, HVB-Biochim ed Hebro- sbank – con una quota totale del 22,4% del mercato locale. Ora che la Bulgaria è entrata a far parte dell’Unione Euro- pea, le banche europee possono liberamente aprire iliali e ufici in Bulgaria. Questo si tradurrà in un abbassamento dei tassi di interesse per i prestiti bancari.

  • Andrea Casini
  • Direttore Generale di UniCredit Bulbank

INtErVIStA con Andrea Casini

d: Quali sono i beneici del grande merger bancario per il mercato bulgaro?

r: Numerosi sono stati coloro che hanno guardato all’in- tegrazione tra UniCredit e HVB BA-CA come all’operazione capace di dare il via ad un vero processo di consolidamento creditizio cross border in Europa.
Al di là della comprensibile complessità dell’operazione, è opportuno sottolineare che l’integrazione tra il gruppo Uni- Credit e HVB BA-CA può contare anche su un buon nume- ro di fattori che ne favoriscono una rapida realizzazione. In primo luogo, esiste un’importante base di apprezzamento reciproco tra i due gruppi, testimoniata anche dalla natura “amichevole” dell’operazione.

d: Quali sono le priorità immediate di fronte ad uni- credit bulbank?

r: Per incrementare il potenziale di crescita dell’econo- mia nazionale, e per raggiungere i livelli di sviluppo più elevati dei Paesi europei, la Bulgaria, con l’adesione all’Unione Eu- ropea dal 1° gennaio 2007, ha la possibilità di usufruire dei Fondi Strutturali e del Fondo di Coesione.
La ricostruzione e il rinnovamento urbanistico, lo sviluppo del turismo, le attività innovative e la crescita della produttivi- tà delle PMI, la costruzione di infrastrutture idriche, stradali e ferroviarie sono alcune delle priorità previste nei programmi nazionali in Bulgaria nel periodo 2007-2013 a cui saranno destinati 6,7 miliardi di Euro.

d: Quali sono i settori economici bulgari di speciale interesse per l’imprenditoria italiana?

r: Per le altre industrie ad alto impiego di manodopera, quali il settore tessile e prodotti tessili e la pelle e prodotti in pelle, le nostre previsioni sono negative, nonostante la ripre- sa temporanea registrata nel 2006. Questi settori, che van- tano una lunga tradizione nella regione, oggigiorno soffrono a causa della dura concorrenza offerta dai costi ridotti dei Paesi dell’Estremo Oriente. Le aziende straniere direttamen- te operanti nella regione, o basate su strategie di lavorazione esterna, sono effettivamente sempre più alla ricerca di luoghi in cui i costi di produzione siano più bassi.
Continuiamo a credere che in Bulgaria ci sia del poten- ziale a breve e a medio termine, almeno ino a quando i gran- di investitori stranieri, arrivati di recente, ammortizzeranno i costi dei loro nuovi impianti.

D: Le sue raccomandazioni agli investitori italiani in Bulgaria?

R: Le imprese italiane sono interessate sia direttamente, con la costituzione di società di diritto bulgaro, sia indiretta- mente, nella fornitura di impianti, tecnologie e servizi, esecu- zione di opere inanziate dai fondi europei. La necessità di rispettare i criteri UE di igiene e sanità e la sempre maggiore pressione della concorrenza rappresenta- no un’importante sida immediata per Bulgaria e Romania.

D: Può descrivere le prospettive di sviluppo in que- sto Paese?

R: Sia UniCredit che HVB BA-CA hanno sempre operato scelte di investimento nell’area dell’Europa Centro Orienta- le seguendo una strategia di lungo periodo. Per entrambi, i Paesi nuovi membri dell’Unione Europea, quelli che hanno già avviato il processo di adesione e quelli che, in prospetti- va, potrebbero candidarsi, sono già oggi mercati di grande interesse e sono certamente destinati a crescere a ritmi sen- sibilmente superiori a quelli dei membri storici dell’Unione. Queste nuove realtà non sono mercati caratterizzati esclusivamente da un ridotto costo della manodopera e del- le materie prime, da affrontare proponendo solo prodotti o servizi già ampiamente sfruttati dai mercati occidentali attra- verso una scelta di mero prolungamento del ciclo di vita del prodotto, ma realtà importanti, caratterizzate da necessità che, già oggi, richiedono prodotti e servizi studiati per le loro esigenze speciiche.

D: Qual’ è “l’anima” della fusione tra Bulbank e HVB BA-CA?

R: UniCredit Bulbank ha un’anima internazionale. Vista sotto questo proilo, l’esperienza di UniCredit e HVB BA-CA sui mercati della Nuova Europa ha svolto una funzione in qualche misura propedeutica a quella importante scelta im- prenditoriale rappresentata dalla loro integrazione. Dall’altro, il gruppo UniCredit è leader assoluto nell’area dell’Europa Centro Orientale e, quindi, in un’area caratteriz- zata da una velocità di crescita sensibilmente più elevata di quella media europea.

D: La preoccupa “il velo di pessimismo” sopra il processo di allargamento europeo?

R: Operazioni quali quella che abbiamo realizzato testi- moniano che non dobbiamo cedere al pessimismo e che non tutti hanno smarrito la tensione al raggiungimento dell’obiet- tivo di fondo. Esiste comunque un’Europa delle imprese e della inanza che è ben cosciente del fatto che il processo di integrazione non può assolutamente essere interrotto.
È un’Europa che, nonostante le indubbie dificoltà, conti- nua ad andare avanti perché sa che il nostro continente deve arrivare ad esprimere campioni europei nel settore del credi- to e della inanza, capaci di afiancare i campioni europei che si sono già affermati in altri settori economici.
È un’Europa assolutamente cosciente del fatto che la scena mondiale si sta arricchendo di nuovi protagonisti e che, conseguentemente, si stanno deinendo nuovi equilibri all’interno di un quadro competitivo sempre più serrato.
È questa l’Europa sulla quale UniCredit ha deciso di agi- re, di confrontarsi con gli altri operatori inanziari, di consoli- dare le proprie eccellenze e, soprattutto di crescere. Questo perché la nostra attuale struttura non è il punto d’arrivo, ma la base di partenza per affrontare le nuove grandi side che i mercati proporranno in futuro con sempre maggiore rapidi- tà. Perché per noi, essere europei, signiica anche essere in grado di affrontare le side della inanza globale.

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