La Chiesa Cattolica in Bulgaria

Nonostante sia stata soggetta a numerosi cam biamenti nel corso degli anni, la Chiesa Cattolica Bulgara conta oggi circa quarantamila fedeli che operano attivamente per il suo incremento.

Quando l’impero romano fu diviso da Diocleziano in quattro grandi prefetture, quella dell’Illirico orientale fece parte dell’Impero d’Occidente ino al 389, anno in cui fu ce duta all’Impero d’Oriente. Ecclesiasticamente però dipen deva da Roma e non da Bisanzio. A salvaguardia dei diritt di Roma il Papa San Damaso istituì intorno all’anno 380 Vicariato apostolico dell’Illirico, con centro in Tessalonica Nel 535 Giustiniano I, d’intesa con Papa Agapito, formò con una parte di detto Vicariato la metropoli di Giustiniana Prima ’odierna Skopije. Verso l’865 il re bulgaro Boris I divenne cri stiano più per motivi politici che per convinzione. Non poten do ottenere un Patriarca da Bisanzio, si rivolse a Roma; ed ebbe così inizio la lunga contesa fra Roma e Costantinopoli L’unione con Roma durò ino all’anno 1232, ma la conquista ottomana del 1393 riportò la Bulgaria sotto l’Arcivescovado di Ochrida. I primi albori del risorgimento nazionale comin- ciarono nella seconda metà del secolo XVIII. All’inizio non si pensò ad una separazione dal Patriarcato, ma le resistenze di questo cagionarono lo scisma nel 1860: scisma che dura ancora oggi. La residenza dell’Esarca, issata dapprima a Costantinopoli, fu trasferita a Soia dopo le guerre balcani- che. La Chiesa ortodossa bulgara è oggi ristretta nei conini concessi dai recenti trattati di pace.


Già verso la metà del secolo XIX, gruppi di Bulgari di Macedonia chiesero di es- sere annessi alla Chiesa Cattolica. Il movimento proseguì ed a reggere la crescente comunità cattolica fu nominato l’Ar- chimandrita Iosif Sokolskij, consacrato da Pio IX l’8 aprile 1861. Ma il 18 giugno, attirato in un tranello dall’ambasciata russa, preoccupata dall’estensione del movimento, fu rapito e condotto prima a Odessa e poi a Kiev. Visse ancora una decina d’anni e poi non si seppe più nulla. A lui successero Pietro Arabadziskij e quindi Raffaele Popov, che durò in cari- ca ino al 1876. L’ultimo Vescovo prima della seconda guerra mondiale fu Stefano Kurtev, che prese il nome di Cirillo.

Secondo il censimento nel 1920 la popolazione religiosa era così divisa: 5 milioni di ortodossi, 40 mila cattolici orientali e latini, 6 mila protestanti, 700 mila musulmani, 40 mila israe- liti e quasi 6 mila di altre confessioni. La popolazione è oggi arrivata a circa 9 milioni di abitanti e le percentuali riferite alle varie religioni sono pressoché invariate. La Bulgaria conta perciò su un certo numero di cattolici di rito romano. Il nucleo più importante è costituito dai discendenti dei bogomili, detti oggi pavlikani o pauliciani: una denominazione dei manichei del Medioevo. Questi antichi eretici furono tutti convertiti al cattolicesimo per opera dei frati minori venuti dalla Bosnia per evangelizzare.

Per la Bulgaria del sud venne eretto nel 1610 il Vescovado latino di Soia, trasformato nel 1643 in Arcivescovado e afidato ai francescani.

Dopo la persecuzio- ne, la sede di Soia venne data ai redentoristi nel 1835 e nel 1841 ai cappuccini, che vi sono tuttora. Le persecuzioni si rinnovarono con particolare violenza nel periodo comunista del secolo scorso. Le 15 parrocchie del sud oggi contano circa 20.000 cattolici, in grande maggioranza pauliciani. I pauliciani che parlano un dialetto bulgaro particolare sono generalmente poveri e dediti all’agricoltura.

validcss     valid xhtml