Settore Industria
Il settore industriale bulgaro si è sviluppato in maniera compiuta sotto il regime comunista e ha risentito in modo rilevante del crollo dello stesso. In termini reali, l'output industriale è caduto del 51,5% nel corso dei quattro anni successivi al 1989 e soltanto nel 1994 si è registrata una lieve ripresa. Nel 1996, tuttavia, si è avuta una rilevante battuta d'arresto determinata dalla grave situazione economica generale. Nei diversi comparti, la situazione è la seguente.
La Metallurgia, nonostante non sia considerata come punto di forza per l'economia nel lungo periodo, ha rappresentato un notevole perno delle esportazioni bulgare in Medio Oriente ed in Unione Sovietica. Essa rappresenta però il settore maggiormente colpito dalla recessione del 1996. La Meccanica presenta una produzione che si concentra sulle attrezzature per i trasporti (carrelli elevatori, motociclette, motorini, tram e navi) e sulle attrezzature agricole. Questo settore è stato colpito dalla
dissoluzione del Consiglio di Mutua Assistenza Economica (COMECON), mentre la ripresa si preannuncia estremamente difficile. L`Elettronica ha risentito anch'essa della dissoluzione del Consiglio di Mutua Assistenza Economica e non sembra in grado di poter competere sul piano della qualità e dei prezzi con i concorrenti nei mercati occidentali. Si ritiene, tuttavia, che un settore elettronico di piccole dimensioni potrebbe avere un futuro con le multinazionali occidentali per la fornitura di parti per l'assemblaggio
e per la produzione di selezionati prodotti di nicchie di mercato (cavi, motori elettrici e pile). La Difesa presenta una produzione incentrata sulle armi di piccole dimensioni e le munizioni. I mercati di esportazione tradizionali sono diventati di difficile accesso (Libia ed Iraq) o sono oramai mercati depressi (Paesi del Patto di Varsavia).
Il riavvicinamento alla Russia ha comunque già fatto registrare una ripresa, seppur modesta, della produzione. Un segmento rilevante del comparto è stato inoltre convertito verso produzioni per uso civile. Nella Chimica e Petrolchimica le principali produzioni sono fertilizzanti artificiali, plastiche, fibre sintetiche, gomma sintetica, materiale colorante, sapone e prodotti petroliferi. I principali produttori sono la Chimco di Vratsa e la raffineria Neftochim di Burgas. I fertilizzanti ed i prodotti
chimici sono stati quelli maggiormente esportati negli ultimi anni. Il Tessile è un'industria basata sull'importazione di lana e cotone, sulla seta e sulle fibre prodotte localmente. L'industria tessile ha risentito del crollo del regime comunista, ma soprattutto della contrazione delle domanda e delle quote all'importazione dei mercati occidentali. Il potenziale di questa industria è considerevole. Inoltre, accanto alle produzioni più moderne, la tessitura di tappeti rappresenta un tipico
prodotto industriale bulgaro. La Trasformazione alimentare è un'industria tradizionalmente orientata all'esportazione e concentrata sull'inscatolamento di frutta e verdura bulgara e sulla produzione di vini e brandy. La contrazione della domanda interna, le problematiche esistenti con i mercati dell'ex Unione Sovietica, le restrizioni dell'Unione Europea e la situazione poco florida dell'agricoltura, spiegano il declino di quest`industria. L'interesse mostrato dagli investitori stranieri è comunque
un segno di fiducia.
Le principali acquisizioni estere riguardano due stabilimenti di cioccolata, un impianto di trasformazione del granturco e numerose distillerie. La Farmaceutica ed in particolare la Cosmetica avevano il loro mercato principale di sbocco nell'Unione Sovietica ed hanno risentito del crollo del regime comunista. In quest`ambito la Bulgaria è stata per lunghi anni il principale produttore ed esportatore di olio di rosa, ma le coltivazioni di rose sono attualmente in una situazione di forte
depressione. Quella del Tabacco è un`industria tradizionale bulgara che utilizza tabacco locale e che comprende 22 impianti all'interno della Bulgartabac, detentore del monopolio nel settore, inserito nei programmi di privatizzazione. Tale industria ha sofferto notevolmente della contrazione della domanda da parte dell'ex Unione Sovietica e soprattutto della concorrenza dei mercati occidentali. Nell`Edilizia il comparto di maggiore interesse è quello della produzione del cemento, che ha anche attratto
l'interesse di molti investitori esteri. Il settore necessita tuttavia di un`immediata ristrutturazione e soltanto nel 1996 si sono cominciati a registrare i primi interventi in tale direzione.
Il momento peggiore per l'industria bulgara sembra comunque essere ormai superato. In particolare, l'industria bulgara sta cominciando a ottenere i primi risultati dei rigidi programmi di ristrutturazione, che peraltro sono coincisi con l'aggravarsi delle difficoltà esterne al Paese. Sebbene con andamenti differenti da settore a settore, tutta l'industria è apparsa in ripresa nel corso degli anni 2000. In particolare la ripresa appare evidente nei settori dell'elettronica, dell'elettricità,
della pelle e calzature, delle attrezzature per il trasporto; mentre ancora debole rimane la crescita, comunque presente, nel settore del tessile/maglieria, del chimico, del legno e carta.Attualmente L'attività l'industriale Bulgara è cresciuta apprezzabilmente nell'ultimo trimeste del 2005, con i dati preliminari dell'Istituto Statistico Nazionale (NSI) che mostrano le vendite in crescita del 5.8% su base annua (era +4.5% nel terzo trimestre) e la produzione con un +7.7%, dal 5% dei tre mesi precedenti.

