Storia dei vini bulgari

  • Petar Petrov
  • presidente Maltehagro

Opportunità del settore viti-vinicolo


Secondo ricerche storiche ed archeologiche, il territorio che attualmente è occupato dalla Bulgaria può essere definito come la prima regione geografica dove la vite è stata coltivata, e dove, per la prima volta, è stato prodotto il vino. Questa stessa area può vantare la paternità del primo “decreto di protezione della vite” nel 2° secolo aC, e delle prime leggi proibizioniste della storia, durante il regno di Chan Krum dall’814 all’802 avanti Cristo.

“Le cantine” sembrano essere un’invenzione dei monaci bulgari, i quali hanno tramandato la cultura dell’invecchiamento del vino in sotterranei freschi, situati anche a notevole profondità.

La tradizione vinicola, durata fino al Medioevo, scomparve con l’invasione degli Ottomani. Dopo la liberazione dal giogo degli Ottomani, la produzione del vino ricominciò a diffondersi nuovamente. I progressi economici dopo la liberazione posero le fondamenta della viticoltura bulgara, con le sue tradizionali produzioni di vini leggeri, spesso iperossigenati, adatti all’utilizzo immediato. Durante il periodo della Cortina di Ferro la produzione di vino si consolidò, venne monopolizzata e si trasformò in industria di stato.

L’obiettivo di mercato, comunque, era limitato al blocco orientale nell’ambito della UEP (Unione Economica di Associazioni) dei paesi comunisti, e lo standard rimase basso. Solo con il Vinprom negli anni 80 lo Stato, che possedeva ancora le aziende vinicole, permise che queste si aprissero man mano al mercato occidentale.

Il potenziale di vino prodotto in Bulgaria è enorme.

Il clima del nord, continentale con inverni freddi ed estati calde, diventa più mite nel sud grazie all’influenza del Mar Nero e del Mediterraneo. I territori collinari creano un micro clima ideale che, combinato con un terreno molto adatto, produce le condizioni favorevoli per la coltivazione della vite. La Bulgaria può vantare diverse aziende viticoltrici ben sviluppate e numerosi istituti enologici, soprattutto nella provincia di Plovdiv, la seconda città per grandezza in Bulgaria. I vini migliori vengono prodotti dalle varietà di uve Merlot e Cabernet Sauvignon con qualità simile al Bordeaux; ma ricordiamo anche:

* Kadarka, il più diffuso prodotto della varietà Gamza, un vino rosso leggermente corposo;

* Mavrud, un rosso corposo e speziato che può invecchiare oltre 8 anni;

* Melnik, coltivato per lo più nel sud e adatto per un buon invecchiamento;

* Pamid varietà buona per i prodotti “commerciali” ad uso quotidiano;

I vini bianchi vengono prodotti da varietà rinomate come lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc ed il Riesling, ma anche dagli autoctoni Misket, Ottonel e Dimiat.

Nonostante non sia ancora ben conosciuta, la Bulgaria è il secondo esportatore di vini in bottiglia di tutto il mondo, seconda solo alla Francia, e può vantare un territorio coltivato a Cabernet Sauvignon grande quattro volte la California.

Tipi di vini bulgari

Secondo le nostre normative, il vino in Bulgaria deve rientrare nelle seguenti categorie:

1. Vino senza origine dichiarata, ma di varietà dichiarata o con un marchio registrato. Questa tipologia copre il 5 % della produzione totale di vino.


AGRA 2007 - Plovdiv, lo stand Maltehagro
2. Vini Regionali, chiamati anche Vini del Paese. Questi vini posseggono le proprietà originali dell’uva con la quale vengono prodotti; al massimo possono essere prodotti con 2 varietà d’uva. Questi vini coprono il 18% della produzione totale di vino.

3. Vini d’origine dichiarata (D.G.O.). Sono vini prodotti da uve selezionate coltivate in una regione particolare. L’origine è dichiarata dal produttore. Questa categoria ricopre il 70% della produzione.

4. Vini d’Origine controllata (A.O.C). Questi vini vengono prodotti da uve prodotte da vitigni molto controllati, e definiti con una quantità massima di viti per ettaro e un preciso contenuto di zucchero. Questi vini ricoprono una fetta pari al 2% della produzione totale.

5. Le “Riserve”. Questa è una categoria speciale di vini invecchiati in piccole botti di quercia con lo scopo di estrarre i contenuti fenolici dal legno, e quindi continuano ad invecchiare in botti più grandi. I vini delle riserve possono essere anche di origine dichiarata o di origine controllata.

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